I nostri 29 scudetti non sono prescritti, i loro 5 sono ufficialmente il frutto di un illecito sportivo, di una manovra di palazzo, di conflitti di interessi spaventosi, di un ratto di calciatori, dell’annientamento degli avversari, di campagne stampa di regime, di storiacce spionistiche e di occultamento di prove. Conta la storia, conta il campo. Contano i 9 finalisti di Berlino, più Ibra e Nedved a far 11. Della prescrizione, arrivata dopo l’occultamento delle prove e un processo farsa basato sulla Pravda rosa che si trova sui banconi dei gelati nei bar dello sport, mi interessa poco. Mi interessa solo che John Elkann e Andrea Agnelli chiedano i danni alla Federazione che ha distrutto una squadra e falsato numerosi campionati. Organizziamo una campagna pro risarcimento danni. John e Andrea, faremo subito. Domani mattina. Altrimenti gli azionisti chiedano azioni di responsabilità anche nei confronti della società.
A proposito di Facchetti e dei nerazzurri, Palazzi è duro: “Questo Ufficio ritiene che le condotte in parola siano tali da integrare la violazione, oltre che dei principi di cui all’art. 1, comma 1, CGS (codice di giustizia sportiva, ndr), anche dell’oggetto protetto dalla norma di cui all’art. 6, comma 1, CGS, in quanto certamente dirette ad assicurare un vantaggio in classifica in favore della società Internazionale F.c., mediante il condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale e la lesione dei principi di alterità, terzietà, imparzialità ed indipendenza, che devono necessariamente connotare la funzione arbitrale. Oltre alla responsabilità dei singoli tesserati, ne conseguirebbe, sempre ove non operasse il maturato termine prescrizionale, anche la responsabilità diretta e presunta della società ai sensi dei previgenti artt. 6, 9, comma 3, e 2, comma 4, CGS”. Un po’ meno grave la posizione del tesserato Massimo Moratti: “Comunque informato della circostanza che il Facchetti avesse contatti con i designatori, come emerge dalle telefonate commentate, nel corso delle quali è lo stesso Bergamo che rappresenta tale circostanza al suo interlocutore. (…) Ne consegue che la condotta del tesserato in esame, Moratti, in considerazione dei temi trattati con il designatore e della frequenza dei contatti intercorsi, appare in violazione dell’art. 1 CGS vigente all’epoca dei fatti, sotto i molteplici profili indicati”.
“Illecito sportivo dell’Inter” Ecco le carte di palazzi - Gazzetta dello Sport



