Leggo sempre più spesso che i blogger storici (per lo meno quelli della blogopalla italica) stanno allentando la produzione. Forse non ammettono palesemente che uno dei motivi è anche il crollo generale dei commenti nei blog. Il commento, per un blogger, è come l’ossigeno. Sta a significare che, la fuori, qualcuno “ti caga”! E per ogni blogger narciso e con un livello di autostima medio alto, ciò significa pura sopravvivenza.
Vi racconterò che a un miliardario di trentadue anni non si può chiedere di giocare per la maglia, per la squadra, per i tifosi. A chi ha già avuto tutto si può chiedere al massimo di non rompere i coglioni, di godersi la vita. E’ quello che ho sempre fatto. Il letale binomio fica&coca mi è costato l’azzurro. Chi se ne frega. Quindici anni da miliardario, o quasi. Lamentarsi o avere rimpianti sarebbe assurdo. Ma l’ipocrisia no. Quella non la sopporto più.
Però se qualcosa nel mondo dei blog dovesse cambiare, e se lo facesse in questa direzione, io un paio di domandine a Friendfeed per capire se ha un alibi le farei.
Quale che sia la motivazione che ti spinge, io questo ho da dirti: è bensì vero che il tenutario di queste paginette è una persona disturbata e dotata di una personalità dagli oscuri risvolti, ma desumerlo da queste paginette medesime (e scriverci sopra il tuo bell’articolo del cazzo) non è lecito. Non più di quanto lo sarebbe scrivere un articolo su quanto sia disturbato Stephen King desumendolo dalla merda che scrive.
Se vuoi giocare ci devi stare. Per starci scegli un gioco che sia compatibile con il tuo te stesso, con la tua identità psicologica. Torna l’identificazione e dunque questo gioco ha per noi connotazioni molto serie. Ora, ciascuno trarrà le conclusioni che vuole. Certi giochi a certi piacciono e a certi no. La cosa importante è sapere entrare e saper uscire, con leggerezza e fluidità senza rimanere ingabbiato dentro e con tutte le implicazioni coinvolte nel concetto di “mettersi in gioco”.
I Macchianera Blog Award sono una scemenza. Lo sono sempre stati in effetti e sono belli anche per quello: per la gente che fa la questua per un voto, per quelli che cambiano IP per votare sette volte, per quelli che scrivono sui loro blog “Vi prego non votate per me che sono superiore a queste cose”.
Eh, sì, mi dispiace farvelo sapere in modo così brutale, ma la stragrande maggioranza dei “diari on-line” sta sì attuando una rivoluzione dal basso, ma, purtroppo o per fortuna, a seconda dei punti di vista, dal basso ventre ed anche dal basso fondoschiena.
Spiace dirlo, ma alla fin fine Formenti aveva ragione e io non lo avevo capito: di certe cose dovrebbe parlare solo chi ha la competenza per parlarne, tutto il resto è caciara. Ne discende che gli unici blog leggibili con profitto, e con un certo divertimento, fatte le debite e rare eccezioni, sono quelli che si occupano di fuffa. Per l’informazione, guarderei altrove.
Brodo (ho ancora qualche speranza)
Un singolo blog non conta nulla. 200 visite quotidiane dall’Italia significano 56milioni 999mila 800 che ignorano la tua esistenza, posto che siamo 57 milioni. Ovvero: un blogger con duecento visite significa una persona con 200 amici, virtuali, con un tipo di amicizia particolare. Ma professionalmente non significano nulla. Le stesse blogstar, con le loro 500 visite, sono nessuno. Levate tutti gli italiani, poi prendete 500 persone e posizionatele sul territorio: una media di 25 lettori a regione, con centinaia di chilometri di deserto tra una e l’altra, tanto per dare un’idea della densità
Scusate, come si fa a salire nella classifica di Wikio? ;)
La criminalizzazione di Internet tende a confondere gli effetti con le cause e non permette di affrontare adeguatamente i problemi negativi - sociali o criminali - che tutti desideriamo combattere. Una disinformazione su Internet non ne rallenterà la diffusione presso il pubblico competente ma ne frenerà l’adozione e la conoscenza proprio nel pubblico più bisognoso di informazione, spostando in là nel tempo l’occasione di far crescere questo Paese.
Lettera aperta al Dott. Vespa su Blog, Internet e mass media
Se ad esempio 5 o 6 persone re-bloggassero parte di questo pezzo probabilmente il giorno dopo sarebbe in evidenza tra le notizie del giorno di BlobBabel.
Delurking Day 2008
Oggi è il Delurking Day, di nuovo. Benché in passato io abbia sempre aderito volentieri, quest’anno la prima cosa che mi viene in mente è: “sticazzi”. La seconda invece è: “vediamo se riuscite a delurkarvi su un tumblelog, fottuti bastardi”. ;)




