ma alla fine, all’Inter, che minchia (cit.) di problema hanno? Se noi si dice stronzate, non hanno da temere. Si rilassino, così come rilassati e sereni appaiono Andrea Agnelli, Luciano Moggi e tutti gli altri “nostri”. Loro sono “il bene”, gli altri “il male”, lo ripetono sempre. E nei cartoni, si sa, vince sempre il bene.
Riordiniamo i fatti, visto che la Gazzetta non li ha mai raccontati e ora fischietta guardando altrove:
La Juve è stata condannata per aver violato più volte l’articolo 1 sulla lealtà sportiva, giurisprudenzialmente trasformato dalla procura di Francesco Saverio Borrelli e dai giudici scelti da Guido Rossi in nome del “sentimento popolare” in unillecito sportivo “strutturale”. Cioè, non c’è stata nessuna partita truccata. Nessun arbitro è stato comprato. Nessun sorteggio è stato manipolato. Epperò Moggi era molto cattivo e quindi qualcosa certamente aveva fatto. Non una cosa specifica, ma una cosa strutturale. Risultato: illecito strutturale, reato sportivo che non esisteva, ma inventato sul momento.
L’Inter, invece, è accusata da Palazzi di aver violato più volte l’articolo 1 sulla slealtà sportiva, esattamente come la Juve. Già questo potrebbe, di per sé, configurare lo stesso reato strutturale appioppato alla Juventus. Ma non è finita qui. Palazzi accusa l’Inter anche di aver commesso illeciti sportivi (diretti, non strutturali) ex articolo 6.
I nostri 29 scudetti non sono prescritti, i loro 5 sono ufficialmente il frutto di un illecito sportivo, di una manovra di palazzo, di conflitti di interessi spaventosi, di un ratto di calciatori, dell’annientamento degli avversari, di campagne stampa di regime, di storiacce spionistiche e di occultamento di prove. Conta la storia, conta il campo. Contano i 9 finalisti di Berlino, più Ibra e Nedved a far 11. Della prescrizione, arrivata dopo l’occultamento delle prove e un processo farsa basato sulla Pravda rosa che si trova sui banconi dei gelati nei bar dello sport, mi interessa poco. Mi interessa solo che John Elkann e Andrea Agnelli chiedano i danni alla Federazione che ha distrutto una squadra e falsato numerosi campionati. Organizziamo una campagna pro risarcimento danni. John e Andrea, faremo subito. Domani mattina. Altrimenti gli azionisti chiedano azioni di responsabilità anche nei confronti della società.
A proposito di Facchetti e dei nerazzurri, Palazzi è duro: “Questo Ufficio ritiene che le condotte in parola siano tali da integrare la violazione, oltre che dei principi di cui all’art. 1, comma 1, CGS (codice di giustizia sportiva, ndr), anche dell’oggetto protetto dalla norma di cui all’art. 6, comma 1, CGS, in quanto certamente dirette ad assicurare un vantaggio in classifica in favore della società Internazionale F.c., mediante il condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale e la lesione dei principi di alterità, terzietà, imparzialità ed indipendenza, che devono necessariamente connotare la funzione arbitrale. Oltre alla responsabilità dei singoli tesserati, ne conseguirebbe, sempre ove non operasse il maturato termine prescrizionale, anche la responsabilità diretta e presunta della società ai sensi dei previgenti artt. 6, 9, comma 3, e 2, comma 4, CGS”. Un po’ meno grave la posizione del tesserato Massimo Moratti: “Comunque informato della circostanza che il Facchetti avesse contatti con i designatori, come emerge dalle telefonate commentate, nel corso delle quali è lo stesso Bergamo che rappresenta tale circostanza al suo interlocutore. (…) Ne consegue che la condotta del tesserato in esame, Moratti, in considerazione dei temi trattati con il designatore e della frequenza dei contatti intercorsi, appare in violazione dell’art. 1 CGS vigente all’epoca dei fatti, sotto i molteplici profili indicati”.
“Illecito sportivo dell’Inter” Ecco le carte di palazzi - Gazzetta dello Sport
«E’ stato insultato con cori razzisti da tifosi del Cagliari, della Lazio, dell’Inter.. colleziona ululati e versi delle scimmie ad ogni campo, ad ogni scivolata sugli avversari. Ma non è italiano, non piange, non insulta i tifosi, non è un perseguitato, non è un “crescerà”, non è un “ragazzino”. E’ un uomo. Non gliene frega niente: c’ha la sua vita, la sua famiglia, il suo mondo. Ha capito che nessuno lo aiuterà. Ha capito che a nessuno gliene frega un ca**o di lui. E se n’è fatta una ragione. Stili diversi. Come il nostro, che abbiamo condannato i cori contro Balotelli perché sbagliati.» Antonio Corsa
E’ stata letta un’intercettazione tra Facchetti, quello “dolce e severo” che secondo Moratti non sapeva nemmeno che cosa fossero i gettoni telefonici, e Bergamo. In questa intercettazione i due parlano di griglie (accusa massima fatta a Moggi) e Facchetti chiede di mettere in griglia Collina. Questa sola telefonata, ma ce ne sono altre, è violazione dell’articolo 1 del codice sportivo, per cui è stata condannata la Juventus. Io continuo a pensare che queste telefonate, quelle di Moggi e di Facchetti e di Moratti, fossero violazioni dell’articolo 1, l’articolo sulla lealtà sportiva, non illeciti sportivi (qualche dubbio, invece, su una particolare telefonata di Facchetti e su quasi tutte quelle del milanista Meani). Ma la Juve è stata retrocessa, perché sono state considerate illeciti sportivi, con un’interpretazione giurisprudenziale alquanto fantasiosa. Ora delle due l’una: o restituite alla Juventus scudetti, onore e gli chiedete anche scusa, ringraziando che gli addormentati di Torino non facciano richiesta danni oppure mandate in B anche gli indossatori di scudetti altrui dopo avergli tolto lo scudetto falso (vinto in segreteria, come dice Mourinho) e quei tre o quattro vinti nei campionati aziendali falsificati dall’eliminazione dei concorrenti.
Delle due l’una: o queste telefonate le facevano tutti, non contano niente, non costituiscono illecito sportivo – come credo io e quindi restituite gli scudetti, chiedete scusa e ringraziate il cielo che non chiediamo di annullare tutti i campionati successivi – oppure sono un reato come quello per cui la Juventus è stata condannata e, con lo stesso metro, vanno tolti i cinque scudetti agli indossatori di scudetti altrui. Tertium non datur. Se si scegliesse la seconda strada, quella giustizialista che però ora ai giustizialisti non piace, io sarò in prima fila a difendere gli indossatori di scudetti altrui, vincitori meritoriamente sul campo di quattro dei cinque ultimi campionati, per quanto falsati e sminuiti e resi “aziendali” dall’eliminazione degli avversari.
vedo un disastro, e poi vedo Ferrara che dice “non vedo perché dovrei dimettermi” e Blanc che dice “basta passi falsi” e convoca un consiglio straordinario nel quale analizzare la situazione e però, si sa come vanno i consigli straordinari della Juve, loro sanno che se le cose vanno male c’è da fare un consiglio straordinario ma il problema è che non sanno quello che di solito si fa durante un consiglio straordinario, allora si chiudono dentro, i giornalisti fuori, si chiudono dentro e fanno una partita a carte, il gioco della bottiglia, guardano i film porno su Youporn, come nelle assemblee di classe del liceo, no? Si fanno ancora? Prendevi due ore per fare “politica scolastica” e “discutere del serio problema della macchinetta delle merendine” e poi invece ti facevi la canne sul davanzale, loro fanno uguale, stanno lì, fanno passare due ore, un tempo ragionevole per far credere che abbiano discusso del modo di superare il difficile momento della Juve, poi escono e, voilà!, non hanno deciso un cazzo di niente!
Be’, ecco, grazie tante, volevo dire. Ci avete fatto diventare l’Inter.
Ho visto con i miei occhi un pover’uomo scendere dalla sua auto in fondo a un viale, con dietro incolonnate e ferme decine di auto, fare il giro della piazza urlando e sventolando una bandiera, tornare alla macchina e gridare ancora frasi senza senso verso la fila dietro di lui, risalire in macchina e, sgommando, ripartire. Sul sedile dietro, un bambino di 9-10 anni cercava di non farsi riconoscere…
18/05/2008
Inter





